Un vecchio depliant della «Pro Loco» era intitolato «Là dove Fiesole si specchia in Arno...» non solo per ricordare la verde e incorrotta Valle del Sambre che con lo scorrere del fosso omonimo congiunge idealmente la Città di Fiesole col fiume che «fu d’argento», ma anche per ricordare che questi territori sono stati, a partire dal 1300, il più importante distretto industriale ante-litteram della zona. Il Comune di Fiesole, infatti, può vantare di avere nel suo territorio la sede di ben due gualchiere, quelle di Girone e quelle di Quintole, i cui resti archeologici sono ancora ben visibili. Specialmente quelle di Quintole, in località «la Quercia» mantengono una struttura incontaminata perché essendo state abbandonate fin dal ‘500 non sono state riconvertite per altre attività, come invece hanno fatto le vicine gualchiere di Remole. Inoltre, a proposito di gualchiere, proprio di fronte al paese di Compiobbi, sull’opposta sponda del fiume, in località «il Canapo», vale a dire dove c’era il passo di nave per attraversare l’Arno, sono esistite fin dal XIII secolo le importanti Gualchiere dei Compiobbesi, acquistate dagli Albizzi già dirute nel 1377. Fiesole si ritrova, quindi, ad essere, suo malgrado, «la Città delle Gualchiere», dopo essere diventata famosa nel mondo come la città degli etruschi e poi dei romani. Ricordiamo che l’attività delle gualchiere serviva per infeltrire i panni rendendoli più resistenti e impermeabili per mezzo della cosiddetta «follatura» che agiva sui panni premendoli fortemente per mezzo di un maglio ligneo alimentato dalla sola forza idraulica dell’Arno.



Viaggio nel territorio delle Gualchiere

COMPIOBBI

Proloco Valle dell’Arno di Fiesole

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