L’attività del mulino è cessata con l’alluvione del 4 novembre 1966. Adesso Lucia ed Eugenio Fantappiè, hanno trasformato il mulino in museo, mantenendo tutte le vecchie attrezzature, e fungendo da guida, per scolaresche e comitive, per la dimostrazione pratica della macinatura del grano, ottenuta con la sola forza idraulica delle acque dell’Arno. L’alimentazione del mulino è assicurata dall’adiacente gora, anticamente detta «gora del Nannoni», un affittuario della fine del Cinquecento quando il proprietario del mulino era il barone Luigi del Nero la cui famiglia lo aveva acquistato nel 1561 per 240 scudi.

La famiglia Fantappiè acquista il mulino di Ellera nel 1895 e n’è tuttora proprietaria. Nel 1935 il mulino, a tre palmenti, ha un buratto mosso dalla forza idraulica e una produzione giornaliera di 10 quintali di farina. La più antica traccia del mulino risale però al 1350 citata nell’estimo della Repubblica fiorentina di quell’anno.

Presso il mulino di Ellera sono stati «salvati dalle acque» otto barchetti da renaioli. La passione di Marco Castaldi, ereditando la perizia dell’arte dei calafati (il vecchio mestiere dei ristoppatori delle commessure dei barchetti) ha riportato a nuova vita i barchetti che ogni anno, a settembre, fanno bella mostra di sé nella tradizionale festa della «Rificolona», sfilando lungo la gora con i «carri acquatici allegorici».



Mulino di Ellera

ELLERA

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